venerdì 15 maggio 2015

Siamo solo pedine.

Il gioco è ben più ampio di quello che normalmente potremmo percepire, i nostri pensieri, sono influenzati da troppi fattori esterni, quello che sto per scrivere vorrei che non fosse una scintilla su un barile di polvere da sparo, è, e sarà solo una mia considerazione dubbiosa, non giudico e non voglio essere giudicato. In passato ho commesso molti errori, mi sono schierato dalla parte sbagliata, mi sono vergognato, ho ritrattato, ho chiesto scusa e, in maniera crescente, con l'età, ho imparato a gridare più forte le correzioni dei miei errori che le mie idee.
Pochi giorni fa hanno cercato di farmi entrare in un discorso che cerco di schivare a priori, gli immigrati, la loro e la nostra posizione, le leggi a favore e quelle a sfavore, giusto o sbagliato e via dicendo. Mi sono ritirato senza proferire parola, per un semplice motivo; non può essere bianco o nero; è un grigio complesso, più articolato di quanto si voglia accettare e genera sempre e comunque un discorso a senso unico o uno scontro verbale senza via di uscita.
La mia posizione è come abbozzato prima: la situazione è difficile, è dura aiutare qualcuno se si hanno le pezze al culo, ma signori, molta di quella gente esulterebbe per avere anche solo le pezze al culo, uomini, donne, bambini che hanno perso tutto, usati come merce per ingrassare qualcosa di marcio, una moltitudine di gente disperata che viene usata come copertura per far passare qualche sporco bastardo. Così la vedo, non voglio generalizzare, ho avuto a che fare con extracomunitari che si sarebbero privati del poco che avevano per aiutarmi e con altri ai quali avrei dato fuoco immediatamente. Questo non fa di me una persona cattiva o ambigua, come tutti ho paura di quello che potrebbe arrivare, ma come essere umano non posso pensare alle brave persone che hanno perso tutto e sono veramente disperate.
Ora quanto volevo dire dal principio:
Una persona è intelligente, forse due; ma quando si passa di una massa di gente le cose cambiano, la famosa filosofia del branco, può essere applicata anche in senso opposto a quanto siamo abituati a sentire ovvero, " Hanno distrutto tutto, in mezzo al branco erano presenti persone tranquille, che hanno perso la loro individualità e seguendo in maniera istintiva il flusso, sono diventate violente ed incontrollabili..." ma come dicevo, il contrario è applicabile, prendete le emittenti radio, i canali televisivi, le colonne dei giornali, aggiungete una buona infarinatura di porcheria che passa per il web e viene condivisa senza la minima ricerca sulla verità. Cosa si ottiene? Una massa di persone che per non essere isolate si schiera ( si è fatto in modo che gli schieramenti di punta siano due, molto numerosi ed equamente incazzati ) da una o dall'altra parte, ma questa decisione è anch'essa pilotata, si deve tenere l'equilibrio.
Uno schieramento è facile da individuare, composto da gente comune, che arriva a fine mese con l'acqua alla gola o non ci arriva, mentre l'altro schieramento è quello della gente comune, che arriva a fine mese con l'acqua alla gola o non ci arriva.
I due schieramenti ( in egual modo miscelati a qualche benestante ) devono continuare a litigare tra di loro, così ogni volta che si fa un mezzo passo ( l'intero è sempre un' opzione da evitare ) l'astio cresce, e se si scannano non vedono altre cose, prima tra tutte l'essere parte di un gioco, solo come pedina.
Questa situazione porta benefici solo ai governati.

Per quelli dell' accoglienza ad ogni costo ricordo, in una scuola elementare un bambino di 8 anni è stato picchiato da due bambini ( un maschio ed una femmina ) solo perché: " Sei francese, abbiamo già punito i francesi e tu hai saltato il turno. Fatto accaduto a undici chilometri da casa mia.

Per i razzisti a tutto tondo guardate bene la cronaca, magari furti e aggressioni leggere si mascherano ma gli omicidi o truffe di pari gravità no! Mi sembra che un Solecito, un Salvatore Riina, un Berlusconi o un Massimo D'Alema non siano extracomunitari.


Un bastardo è bastardo, non importa il colore della pelle, la patria che gli ha dato i natali o la marca di quello che indossa; un Bastardo sarà sempre un Bastardo.

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