sabato 26 settembre 2009

Rinunce

Uccidere un sogno, per vivere rabbiosamente la realtà.



Camminai per un paio d'ore, uno zaio in spalla, uno specchio lasciato in un luogo preciso, inclinazione perfettamente calcolata a giusta distanza.
Arrivai, mi sdraiai a terra a guardare le nuvole correre, mi rialzai ed aprii lo zaino, ne estrassi una scatola, la aprii ed iniziai a montare quello che era celato al suo interno.
appoggiai il cavalletto a terra.
Con un binocolo controllai lo specchio, la visuale era precisa, all'interno della cornice di plastica potevo vederlo, osservai la sua posizione, osservai quello che aveva davanti, iniziai a parlargli, tanto non mi avrebbe mai sentito.
"Caro Peter, le tue ali stanno per essere spezzate, non ho nulla contro di te sia chiaro, solo mi hai stancato, le tue visioni mi stanno rovinando, ho bisogno di un non sogno, voglio respirare realtà. Peter, Peter, Peter...."
Posai il binocolo e mi sdraiai con la pancia a terra, posai la mia spalla al calcio, aprii il coperchio del mirino di precisione, iniziai la respirazione mentre calcolavo la traiettoria e le variati.
"Peter Pan, stai per essere rispedito nella realtà"
Tenni lo sguardo ancora fisso sul suo occhio che mi guardava giocondo attraverso un mirino, poi spostai leggermente la mira per correggere la traiettoria, trannenni il fiato.
Un solo colpo, un bagliore, il silenzio....
Ora che succede? Dove sono? Chi sono? Ero io nello specchio? Ha sparato prima lui? Dove sono? Che succede? Perché è tutto nero? Cos'è questo silenzio?

2 commenti:

Amore_immaginato ha detto...

chi ha vinto?

Rigenerato ha detto...

Paraddossalmente la vittima era il vincitore...