Ho sempre pensato che gli oggetti quotidiani avessero un' anima, lo so, è folle, ma l'ho sempre pensato, dal pupazzo di pezza, allo stereo, al poster a cui confidavo i miei segreti da bimbo.
Quindi quando qualcosa diventa parte della quotidianità, lo vedo un po' come un amico, certo questo effetto è sempre differente, alcune cose, come le forchette, per avere un' anima devono essere tante, un insieme di forchette diventa un' entità unica, mentre la singola forchetta ha poco peso, un oggetto elettronicamente evoluto invece, come un telefono, una console o un computer, sono una cosa ancora diversa, sono come una marionetta, o forse una scimmia ammaestrata, ma di scarso valore.
Le regole in effetti sono molto variabili, non è sempre vivo, non risponde sempre a questa condizione di essere un oggetto contenente anima.
Vaneggiamenti? Forse sì, però io oggi mi sento un po' triste, ho passato un' oretta a svuotare la mia macchina, domani le darò l'ultimo saluto, e, mentre la ripulivo, pensavo a tutte le volte che, seduto su un gradino la guardavo dicendole " Tranquilla, passerà anche questa ", la stessa frase che le ho detto non troppo tempo fa, ma questa volta le ho mentito, o meglio la sua risposta è stata riportare un problema maggiore, quasi a dirmi " Non ce la faccio più, il tuo è accanimento!" e così, questa volta mi sono arreso, forse perché sedotto, forse perché ogni tanto un cambiamento serve.
Resta il fatto che dopo quindici anni di onorato servizio e poco più di duecentotrentaquattro chilometri, ci salutiamo.
giovedì 25 febbraio 2016
Carezze e musica
Il mondo non si ferma se stiamo male, la vita prosegue senza voltarsi, spesso sono solo i ricordi a tenere in vita un rapporto, e quello da poco terminato è stato per ora forse il più lungo, tredici anni circa, poi ho dovuto salutarti, la mia guerriera si è stancata, ha deciso di riposare, lasciando un grande vuoto.
Il nostro ultimo viaggio insieme è stato quello più duro, portarla in braccio nel bosco, fino alla radura delle anime gentili, uno spiazzo pianeggiante, tra le piante più comuni della zona, ma lì, in quel fazzoletto quasi piatto c'è un pungitopo ed un piccolo pino, due piante che non sono del tutto al loro posto, non ho idea di chi le abbia messe lì, ma la prima volta che mi avventurai per cercare un bel posto nel mezzo di quel bosco incolto, mi colpirono, e lì dovetti scavare il primo buco, era l'undici luglio del duemilaundici, albeggiava ma c'era già molto caldo, lì Kiss riposa. Poi tornai lasciare in pace anche Sirio, pioveva quel giorno, era il diciotto luglio del duemilatredici, un tumore all'intestino non gli diede scampo. Ed ancora, il ventiquattro dicembre duemilaquindici, accompagnai Nani, povera stella, mi scelse per essere curata, scappò da casa sua, appena in fondo alla mia via, miagolò alla mia porta, le aprii, dopo qualche giorno mi resi conto della sua situazione non troppo bella, corse dal veterinario, cure che le dettero sollievo per alcuni mesi, quando ebbe le forze per bighellonare, ricominciò ad uscire, lei era l'unica ad essere capace di scendere dal balcone, sapevo di trovarla nel cortile al mio ritorno, spesso si sedeva sul muretto e mi guardava parcheggiare, per poi seguirmi fino a casa, un giorno senza preavviso ricominciò a stare male, un'ultima corsa per cercare di salvarla, ma alla fine fu opera amorosa aiutarla a passare il ponte, i suoi piccoli reni erano diventati grossi come mandarini, più nulla fu possibile. Dopo tre anni di lotte più o meno riuscite anche la piccola Anthrax si è arresa, ed il ventidue febbraio duemilasedici, la radura delle anime gentili l'accolse nel silenzio. Solo il piccolo Crystal, fu portato nel bosco da mio padre, perché non avevo il coraggio di dirgli addio, era il nove giugno duemiladue, lui il primo amico peloso, il primo a cui dedicai una canzone, il testo non è importante, il ritmo nemmeno, quello che conta è che ogni volta che quella canzone suona, riceve coccole, ovunque sia.
Quanto scritto oggi non credo che avrò il coraggio di rileggerlo, ho faticato a tenere gli occhi sullo schermo, mentre un playlist girava, ed a tutti una carezza, ed una ancora, da tutti coloro che vorranno, ascoltare la strana scaletta, forse sgraziata e bruttina, ma piena di dolci carezze.
Crystal: Basket case
Sirio: Stand
Kiss: Forever
Nani: Whiskey In The Jar
Anthrax: I'm so lonesome I could cry
Addio piccoli amici, nel mio cuore ci sarà sempre un posto caldo per voi.
sabato 12 dicembre 2015
Cammino della luce
Quando camminiamo avvolti dall' oscurità, abbiamo paura, ogni nostro passo incerto potrebbe lederci, potrebbe essere l' ultimo, il terrore è nostro bastone da passeggio, a lui affidiamo andatura e traguardo.
Sbagliamo, perché quando l' oscurità ci circonda, la fiammella di una candela è più potente di un faro.
Basta rendersene conto, " basta " cazzo di parola, lo fa sembrare facile...
martedì 22 settembre 2015
Vegetale
Ogni giorno passa uguale, la monotonia diventa una coperta nella quale avvolgersi, i problemi, anche quelli, monotoni, nulla può cambiare solo guardandolo.
Cammino a passi lenti, regolari, tra due muri " non c'è nulla oltre il muro " mi ripeto, poi alzo lo sguardo, scorgo a fatica qualche sentiero ripido e strettissimo, poi torno a guardare il pavimento sotto di me, liscio, monotono, poi vedo la punta del mio piede destro, quella del sinistro, quella del destro, quel......
Cammino a passi lenti, lo faccio da molto tempo, ogni tanto mi sembra di scorgere un sentiero nuovo, sogno di percorrerlo, valuto la fatica per raggiungere il primo appiglio, cerco il coraggio per saltare, mi preparo al balzo e nulla, la mie gambe non si muovono, se non in un perpetuo e monotono alternarsi, destra, sinistra, destra, sin....
Cammino a passi lenti, regolari, tra due muri " non c'è nulla oltre il muro " mi ripeto, poi alzo lo sguardo, scorgo a fatica qualche sentiero ripido e strettissimo, poi torno a guardare il pavimento sotto di me, liscio, monotono, poi vedo la punta del mio piede destro, quella del sinistro, quella del destro, quel......
Cammino a passi lenti, lo faccio da molto tempo, ogni tanto mi sembra di scorgere un sentiero nuovo, sogno di percorrerlo, valuto la fatica per raggiungere il primo appiglio, cerco il coraggio per saltare, mi preparo al balzo e nulla, la mie gambe non si muovono, se non in un perpetuo e monotono alternarsi, destra, sinistra, destra, sin....
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