mercoledì 16 maggio 2012
Il merlo del vicino
Ieri sono uscito di casa per gettare l'immondizia, a causa di alcuni lavori il centro di raccolta è stato momentaneamente spostato, quindi devo passare nel dedalo di viuzze caratteristiche del centro storico del paese, passare in un cortile che fa da piazzetta e nuovamente in una viuzza pedonale.
Nel tragitto, mentre ero assorto nei miei pensieri un suono mi ha attratto, il fischio di un merlo, stava fischiettando l'inno italiano, ho sorriso e quel sorriso mi è restato a lungo in viso, l'ultimo patriota è un piccolo volatile nero?
mercoledì 7 marzo 2012
Pace Fratello

Ogni giorno molte persone perdono la vita in nome della pace, una pace che viene costantemente messa in pericolo da poche persone, a volte persone di fatto inesistenti, nomi nascosti dietro un logo, apparentemente innocuo.
Non griderò contro le multinazionali, servirebbe a poco, ma sono loro dietro ad ogni massacro o negazione di libertà.
Il sistema " Terra " funzionerebbe benissimo di suo, se tutti fossero in grado di accontentarsi di quello che la Terra stessa e la vita gli offre. I soldi non fanno la felicità, o meglio, non dovrebbero influire così tanto, se lo fanno è solo merito dei pochi che pur di averne anche per pulire le banconote che hanno usato per pulirsi il culo, venderebbero il sangue della propria madre ( ma è meglio quello delle altri madri, di altri figi... )
Ma è dalla notte dei tempi che l'uomo si procura schiavitù, si nega la libertà, si mette nelle mani di chi può soffocarlo.
Non importa che sia un Imperatore, un Re o un Papa, l'uomo deve sottomettersi, questo è quanto ci si insegna da secoli. Nella storia umana però, esistono piccoli episodi di felicità priva di un dittatore, sempre piccoli, sempre isolati e di facile soppressione, tutti finiti in sangue.
Non si potrà mai chiedere libertà o pace se non proviamo almeno un po' di dolore per una madre che perde un figlio dall'altro capo della Terra, non otterremo mai nulla se non ci rendiamo conto che tutti siamo parte di tutto, che spesso un sacrificio è inevitabile, guardiamoci attorno abbiamo ben oltre quello che ci serve, usiamolo per gli altri, o magari buttiamolo, in segno di disprezzo verso chi ci ha indotto ad averlo, sopratutto se è un simbolico collare, Io non ho più la Bibbia da molto tempo, ma sono ancora schiavo, di un sistema che anch'io ho contribuito a far crescere.
Ogni volta che si alzano le spalle qualcosa peggiora, in quanti ogni giorno alziamo le spalle per una cosa ridicola? Beh ogni spalluccia è come un granello di sabbia, è piccolo ed insignificante, peccato che si accumuli con tutti gli altri, fino a formare un deserto, immenso e pericoloso, al centro del deserto risiede il male, da noi generato ed alimentato.
Io abito in un piccolo paese in una regione qualunque, di una Stato sedato, narcotizzato; Io non rischio la vita, al massimo bestemmio perché non posso pagare l'acqua, il gas o la benzina, in altri luoghi qualcuno prega per avere acqua, per avere certezza di svegliarsi il giorno dopo.
Forse si vivrebbe meglio seguendo le regole sociali del bonobo, cibo da condividere, sesso da praticare in ogni momento, con chiunque e nessun problema creato da menti bacate.
Già ha ragione Caparezza nella sua canzone, Bonobo Power...
Buon ascolto e buona riflessione.
lunedì 6 febbraio 2012
domenica 5 febbraio 2012
Ciao Piccolo

Di tanto in tanto accade qualcosa di piccolo che vale la pena raccontare.
Una giornata lavorativa, solitamente non si discosta dal suo essere sempre, pressoché, uguale alla precedente o alla successiva.
Ma una mattina, mentre mi appresto ad eseguire le mie mansioni, un'ombra diversa dal solito cattura la mia attenzione, un piccolo pettirosso svolazzava qua e là.
Il mio primo pensiero è stato un disperato "NO! Povera creatura, come cavolo può essere entrata? Se resta qua di certo non fa una bella fine" Ed iniziai ad osservare la macchina che controllo,con i suoi cilindri riscaldati dal vapore, la cappa di fumi puzzolenti che staziona nella parte alta del salone, proprio dove il piccolo uccellino di tanto in tanto si fermava.
Ma il lavoro deve andare avanti, poco importa cosa stia accadendo intorno, la produzione non deve essere fermata, ma alcune cose possono essere prese in considerazione per dare una speranza al piccolo animale.
Ogni volta che aprivo la porta del magazzino, la lasciavo aperta per un tempo più lungo di quanto realmente servisse, nella speranza che l'uccellino si dirigesse nell'altro salone, lì c'è la porta di carico e scarico, una possibilità in più per la sua salvezza, ma nulla.
Pensai alla porta del bagno, quella la posso lasciare aperta senza che nessuno mi possa trovare da dire. L'ho aperta, anche se le possibilità che l'animaletto scendesse tanto di quota e centrasse quel metro di libertà erano esigue.
Passarono diverse ore, e l'uccellino continuava a svolazzare e fermarsi un po' qua un po' là, dandomi per altro la possibilità di osservarlo.
Non so per quale fortunata serie di eventi scese a terra, proprio tra me e la porta del bagno, doveva essere stremato, perché quando mi avvicinai per spingerlo in direzione bagno, provò a spiccare il volo ma scese subito entrando proprio in quella porta, onestamente in quel momento non pensai più alla produzione, feci un balzo in avanti entrando nel bagno, chiusi la porta alle mie spalle e così lo intrappolai, sicuramente era molto spaventato, lo spazio cambiava drasticamente, il soffitto è molto più basso, e certamente mi vedeva come una minaccia.
Afferrai il bastone che serve ad aprire la finestra, nella sua fuga, ormai esausto, si posò anche su di esso, aprii la finestra ed aspettai un po', era talmente spaventato e stanco, forse anche rassegnato che si posò anche sul bordo delle piastrelle, a pochi centimetri dalla mia faccia, poi riprese il volo e si fermò sul bordo della finestra e da lì uscì.
Non so perché, ma la mia reazione fu un sorriso ed una parola " Grazie!".
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