sabato 10 luglio 2010

Positivo come un calcio in cuoio


Sento l'energia nervosa crescere nelle braccia, la mente in fiamme che mi istiga ad azioni violente, ogni globulo che viaggia nel mio corpo sembra in preda al panico, non c'è nulla che mi faccia rilassare, lo stress accumulato mi ha portato la limite, ogni goccia che mi cade a lato è una burrasca che mi devasta dentro.
Guardo una parola, la osservo con Odio, la scruto, sezionando lettera per lettera, assaporando gli spazzi tra di esse, inizio ad osservare proprio loro, perché è lì che risiede il male.
Parola di poche lettere e troppo male accumulato, esteticamente perfetta, di grazia assoluta, ma in me fai crescere rabbia, non è colpa tua, tu sei generata per trasmettere qualcosa, io per cercare le alternative.
Alternativa alla rabbia, al mio Odio, al mio essere nervosamente nevrotico, nulla mi sposta da questo stato, anzi, ogni tentativo è paragonabile alla benzina sul fuoco.
Mangio a sazietà, anzi, vado oltre, mangio fino a farmi venire i conati.
Mi nutro di rabbia, mangio nervoso per espellere brutale cattiveria gratuita.
Sporcherò ogni muro bianco che mi verrà a tiro.
Sfiaterò leggermente la mia rabbia, togliendo dal mio corpo una percentuale minima di questa, dispensandola gratuitamente, devastando quello che mi circonda.
Senza controllo mi accingo a coltivare cattiveria.

mercoledì 30 giugno 2010

Piccolo Addio


Ogni volta che parcheggiavo la mia auto tu correvi lungo il muretto, inarcavi la schiena e mi chiamavi, ti giravi giocherellona e aspettavi una carezza, mi seguivi lungo il breve tratto di strada, prendendo ancora qualche coccola, le tue fusa gionaliere mi facevano sorridere, addio piccola, la natura non è stata troppo benevola con te, ma resterai comunque nei miei ricordi.
Salutando te ricorderò anche altri amici che hanno lasciato un segno, dal caro Cristal, a Chicco, a Blink, ad Harlock, Peppone e Camilla, per sempre nel mio cuore.

domenica 6 giugno 2010

Anche nella lettura...


Tratto, in modo incompleto dal libro
LA STREGA DI PORTOBELLO







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Athena si fermò davanti a me e ripeté il gesto di sempre: chiuse gli occhi e aprì le labbra per ricevere il Corpo di Cristo.
Ma il Corpo di Cristo rimase tra le mie mani.
Lei spalancò gli occhi, senza capire cosa stava accadendo.
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( Athena aveva firmato i fogli del divorzio durante la settimana, ma saltiamo un breve passo e proseguiamo, saranno le parole di Athena a riaprire la citazione. )


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"Sia maledetto questo luogo, allora!" esclamò.
"E maledetti siano coloro che non hanno inteso le parole di Gesù e hanno trasformato il suo Messaggio in una costruzione di pietra. Cristo disse :- Che gli afflitti vengano a me, e io allevierò le loro pene. -: Ebbene, io sono afflitta, ferita, ma non mi lasciano avvicinare a Lui. Oggi ho appreso che la chiesa ha modificato la Sue parole :- Che vengano a me coloro che seguono le mie regole, e si allontanino gli afflitti! -:
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( Ed ora il pensiero di Padre Giancarlo Fontana, che sarebbe chi, nel libro, racconta l'accaduto. )

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Penso che, uscendo dalla chiesa, Athena possa aver incontrato Gesù. E, piangendo si sia gettata fra le Sue braccia, confusa, chiedendoGli di spiegarle il motivo per cui doveva restare fuori a causa di una firma apposta su un foglio di carta: una cosa priva di importanza sul piano spirituale, che riguardava solo notai e tasse.
E Gesù, fissandola, portebbe aver risposto:
"Osserva bene, figliola, anchio sono fuori. Da molto tempo, non mi fanno più entrare."
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mercoledì 26 maggio 2010

Codici a Bare "senza errori"


A volte la tristezza sembra più allegra.



Tutto è bianco? Tutto è nero? A cosa serve combattere ancora? Vorrei aver le forze per sollevarmi, vorrei sentire ancora la tua voce, le tue risa.
Da quando sono caduto in rovina non sento più stimoli, aspettosolo di essere riposto su uno scaffale, identificato da un paio di righe che a me non dicono nulla, così come la mia esistenza si afferma nei confronti del mondo, un nulla riposto con cura in un luogo tanto ordinato da causare dimenticanza.