Qualcosa mi turba, l'interpretazione delle frasi lette mi lascia perplesso e sono sempre più convinto che un disegno oscuro ed atto al mio annientamento, venga seguito in modo lineare, inizio ad essere troppo stanco per cercare di schivare altri colpi.
Ho commesso degli errori e ne pagherò le conseguenze, perché la ruota gira, gira sempre.
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sabato 1 aprile 2017
domenica 5 febbraio 2017
Disastro mentale
In fine mi osservo. Per anni mi sono distinto, ho tenuto il distacco filosofico, ho deriso le paure dei comuni mortali. Ora mi vedo unito in una di queste paure, anzi, ne sono completamente pervaso, certo non nasce da una fantasia, la mia paura è dettata da un dato certo e questo mi sta distruggendo, non penso di riuscire ad abituarmi.
sabato 28 gennaio 2017
venerdì 27 gennaio 2017
Forza
Forse è la follia a dettare legge, ma qualcosa sta cambiando.
Oggi ho una prova dura, spero di non tagliarmi le gambe da solo, spero di riuscire a restare calmo, non esiterò a gridare se dovessi avere paura.
Spero vivamente di riuscirci, poiché sarebbe un grosso catenaccio legato alla sua caviglia, un freno per quel demone che vuole divorarmi.
Stai attento, sono pronto allo scontro, la cenere non c'è più, un frammento del mio cuore, piccolo, forse quanto un coriandolo, potrebbe darmi la forza sufficiente a schiacciarti e rimandarti nella tua prigione.
Oggi ho una prova dura, spero di non tagliarmi le gambe da solo, spero di riuscire a restare calmo, non esiterò a gridare se dovessi avere paura.
Spero vivamente di riuscirci, poiché sarebbe un grosso catenaccio legato alla sua caviglia, un freno per quel demone che vuole divorarmi.
Stai attento, sono pronto allo scontro, la cenere non c'è più, un frammento del mio cuore, piccolo, forse quanto un coriandolo, potrebbe darmi la forza sufficiente a schiacciarti e rimandarti nella tua prigione.
martedì 22 settembre 2015
Vegetale
Ogni giorno passa uguale, la monotonia diventa una coperta nella quale avvolgersi, i problemi, anche quelli, monotoni, nulla può cambiare solo guardandolo.
Cammino a passi lenti, regolari, tra due muri " non c'è nulla oltre il muro " mi ripeto, poi alzo lo sguardo, scorgo a fatica qualche sentiero ripido e strettissimo, poi torno a guardare il pavimento sotto di me, liscio, monotono, poi vedo la punta del mio piede destro, quella del sinistro, quella del destro, quel......
Cammino a passi lenti, lo faccio da molto tempo, ogni tanto mi sembra di scorgere un sentiero nuovo, sogno di percorrerlo, valuto la fatica per raggiungere il primo appiglio, cerco il coraggio per saltare, mi preparo al balzo e nulla, la mie gambe non si muovono, se non in un perpetuo e monotono alternarsi, destra, sinistra, destra, sin....
Cammino a passi lenti, regolari, tra due muri " non c'è nulla oltre il muro " mi ripeto, poi alzo lo sguardo, scorgo a fatica qualche sentiero ripido e strettissimo, poi torno a guardare il pavimento sotto di me, liscio, monotono, poi vedo la punta del mio piede destro, quella del sinistro, quella del destro, quel......
Cammino a passi lenti, lo faccio da molto tempo, ogni tanto mi sembra di scorgere un sentiero nuovo, sogno di percorrerlo, valuto la fatica per raggiungere il primo appiglio, cerco il coraggio per saltare, mi preparo al balzo e nulla, la mie gambe non si muovono, se non in un perpetuo e monotono alternarsi, destra, sinistra, destra, sin....
venerdì 15 maggio 2015
Siamo solo pedine.
Il gioco è ben più ampio di quello che normalmente potremmo percepire, i nostri pensieri, sono influenzati da troppi fattori esterni, quello che sto per scrivere vorrei che non fosse una scintilla su un barile di polvere da sparo, è, e sarà solo una mia considerazione dubbiosa, non giudico e non voglio essere giudicato. In passato ho commesso molti errori, mi sono schierato dalla parte sbagliata, mi sono vergognato, ho ritrattato, ho chiesto scusa e, in maniera crescente, con l'età, ho imparato a gridare più forte le correzioni dei miei errori che le mie idee.
Pochi giorni fa hanno cercato di farmi entrare in un discorso che cerco di schivare a priori, gli immigrati, la loro e la nostra posizione, le leggi a favore e quelle a sfavore, giusto o sbagliato e via dicendo. Mi sono ritirato senza proferire parola, per un semplice motivo; non può essere bianco o nero; è un grigio complesso, più articolato di quanto si voglia accettare e genera sempre e comunque un discorso a senso unico o uno scontro verbale senza via di uscita.
Pochi giorni fa hanno cercato di farmi entrare in un discorso che cerco di schivare a priori, gli immigrati, la loro e la nostra posizione, le leggi a favore e quelle a sfavore, giusto o sbagliato e via dicendo. Mi sono ritirato senza proferire parola, per un semplice motivo; non può essere bianco o nero; è un grigio complesso, più articolato di quanto si voglia accettare e genera sempre e comunque un discorso a senso unico o uno scontro verbale senza via di uscita.
La mia posizione è come abbozzato prima: la situazione è difficile, è dura aiutare qualcuno se si hanno le pezze al culo, ma signori, molta di quella gente esulterebbe per avere anche solo le pezze al culo, uomini, donne, bambini che hanno perso tutto, usati come merce per ingrassare qualcosa di marcio, una moltitudine di gente disperata che viene usata come copertura per far passare qualche sporco bastardo. Così la vedo, non voglio generalizzare, ho avuto a che fare con extracomunitari che si sarebbero privati del poco che avevano per aiutarmi e con altri ai quali avrei dato fuoco immediatamente. Questo non fa di me una persona cattiva o ambigua, come tutti ho paura di quello che potrebbe arrivare, ma come essere umano non posso pensare alle brave persone che hanno perso tutto e sono veramente disperate.
Ora quanto volevo dire dal principio:
Una persona è intelligente, forse due; ma quando si passa di una massa di gente le cose cambiano, la famosa filosofia del branco, può essere applicata anche in senso opposto a quanto siamo abituati a sentire ovvero, " Hanno distrutto tutto, in mezzo al branco erano presenti persone tranquille, che hanno perso la loro individualità e seguendo in maniera istintiva il flusso, sono diventate violente ed incontrollabili..." ma come dicevo, il contrario è applicabile, prendete le emittenti radio, i canali televisivi, le colonne dei giornali, aggiungete una buona infarinatura di porcheria che passa per il web e viene condivisa senza la minima ricerca sulla verità. Cosa si ottiene? Una massa di persone che per non essere isolate si schiera ( si è fatto in modo che gli schieramenti di punta siano due, molto numerosi ed equamente incazzati ) da una o dall'altra parte, ma questa decisione è anch'essa pilotata, si deve tenere l'equilibrio.
Uno schieramento è facile da individuare, composto da gente comune, che arriva a fine mese con l'acqua alla gola o non ci arriva, mentre l'altro schieramento è quello della gente comune, che arriva a fine mese con l'acqua alla gola o non ci arriva.
I due schieramenti ( in egual modo miscelati a qualche benestante ) devono continuare a litigare tra di loro, così ogni volta che si fa un mezzo passo ( l'intero è sempre un' opzione da evitare ) l'astio cresce, e se si scannano non vedono altre cose, prima tra tutte l'essere parte di un gioco, solo come pedina.
Questa situazione porta benefici solo ai governati.
Per quelli dell' accoglienza ad ogni costo ricordo, in una scuola elementare un bambino di 8 anni è stato picchiato da due bambini ( un maschio ed una femmina ) solo perché: " Sei francese, abbiamo già punito i francesi e tu hai saltato il turno. Fatto accaduto a undici chilometri da casa mia.
Per i razzisti a tutto tondo guardate bene la cronaca, magari furti e aggressioni leggere si mascherano ma gli omicidi o truffe di pari gravità no! Mi sembra che un Solecito, un Salvatore Riina, un Berlusconi o un Massimo D'Alema non siano extracomunitari.
Un bastardo è bastardo, non importa il colore della pelle, la patria che gli ha dato i natali o la marca di quello che indossa; un Bastardo sarà sempre un Bastardo.
domenica 4 agosto 2013
Scelte consapevoli
Spesso mi sono trovato a valutare diverse strade, solitamente mi pongo mille domande, valuto i rischi, cerco di capire se sono in grado o meno di affrontare la sfida e alla fine cerco tutte le possibilità negative.
Ora vedo una parete da scalare, ma prima di poter iniziare l'ardua arrampicata devo passare su una corda sospesa nel vuoto, un passo falso e tutto è finito, non c'è possibilità di tornare in dietro, la voglia però di guardare il mondo dalla vetta è tanta.
Quindi devo fare il punto della situazione.
La corda è stata tesa, posso vedere chiaramente il pianerottolo da cui dovrò iniziare ad arrampicarmi, con un po' di fortuna potrei avere un breve ponticello che mi accorcia di qualche passo il primo tratto del cammino.
Ma senza l'asta che mi permetterebbe di mantenere l'equilibrio il primo passo sarebbe impossibile, quindi aspetto che me ne sia concessa una.
Nel frattempo osservo la parete che mi si presenta davanti, pochi appigli, nessuna corda di sicurezza e sotto il vuoto più profondo.
Poi osservo dal basso la strada che prosegue verso l'alto, sembrerebbe essere leggermente più ripida della scala che sto già percorrendo da tempo.
Ora osservo la scalinata, mi domando se sia così fissa come sembra, guardando avanti sembra una camminata veramente eterna, una curva costante che non mi permette i vederne la fine; mentre volgendo lo sguardo ai gradini già consumati ho una spiacevole visione, sembra appena iniziata, come se ogni gradino già percorso sia diventato un leggero cambio di livello.
L'impressione di camminare su una scala mobile, che si muove contro di me, è forse la molla che mi permetterà di prendere questa strada laterale che mi si è aperta.
Il tempo scorre ed il cancello lentamente si chiude, la mia intenzione è quella di attraversarlo per imbarcarmi finalmente in un' avventura dura e soddisfacente, l' alternativa non mi esalta, sopratutto perché non mi promette neppure un bel panorama.
martedì 11 giugno 2013
Lacrima
Ogni frana inizia con un sassolino che rotola, non devo aver paura di quel sassolino, ma del fatto che, non essendo più nella sua posizione, ha comunque modificato l'equilibrio delle cose.
La parete rocciosa che mi dava fiducia, ora va guardata con un po' di sospetto, quel sospetto potrebbe diventare poi una frana nel mio cuore, incendiare la mente, farmi vedere il pericolo dove non c'è!
Vorrei prendere la mia fionda e scagliare quel sassolino lontano, non lo voglio vedere, non voglio ascoltare il tarlo che ora mi distrugge ad intermittenza.
Sì ora ho paura!
ora
08:42
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martedì 31 luglio 2012
Chi sei?
Credo sia regola umana, ogni persona è buona fino a quando non ha possibilità di dimostrare il contrario.
Ci sono persone che nascono e crescono cattive, prive di ogni bontà, altre che vivono nel nome del bene, che dichiarano pubblicamente con parole ed azioni la loro posizione, altre ancora che vivono nell'illusione della bontà, persone che ti ascoltano, ti confortano, sanno sempre cosa dire e cosa fare, ma stanno mentendo, ( spesso in modo non consapevole ) nel momento in cui saranno messe alla prova, queste daranno il loro peggio... per poi, in molti casi, soffrirne.
Non sentenzio, osservo e prendo nota, dai primi non temo nulla, so cosa sono in grado di fare, basta non dar loro la propria fiducia, possono vivere come meglio credono.
Dei secondi non posso che dire che ammiro la fermezza e la purezza di cuore.
Il vero problema sono i terzi, facilmente si confondono con i secondi, loro però fanno veramente male, non c'è una protezione, c'è solo il rimpianto di una considerazione persa...
Quante sono le persone in questa cerchia?
Non saprei, forse anch'io...
Ci sono persone che nascono e crescono cattive, prive di ogni bontà, altre che vivono nel nome del bene, che dichiarano pubblicamente con parole ed azioni la loro posizione, altre ancora che vivono nell'illusione della bontà, persone che ti ascoltano, ti confortano, sanno sempre cosa dire e cosa fare, ma stanno mentendo, ( spesso in modo non consapevole ) nel momento in cui saranno messe alla prova, queste daranno il loro peggio... per poi, in molti casi, soffrirne.
Non sentenzio, osservo e prendo nota, dai primi non temo nulla, so cosa sono in grado di fare, basta non dar loro la propria fiducia, possono vivere come meglio credono.
Dei secondi non posso che dire che ammiro la fermezza e la purezza di cuore.
Il vero problema sono i terzi, facilmente si confondono con i secondi, loro però fanno veramente male, non c'è una protezione, c'è solo il rimpianto di una considerazione persa...
Quante sono le persone in questa cerchia?
Non saprei, forse anch'io...
Ascoltate: Falso
lunedì 27 giugno 2011
Aspetto...

Non ho voglia di reagire, sento qualcosa dentro che mi corrode, non riesco a dargli un nome, non riesco a catalogare questa sensazione.
I pensieri nascono, privi di ogni sostegno, privi di un perché, rimbalzano nel mio Io vuoto, si moltiplicano e muoiono.
La mia mente si è spenta, l'energia che mi spinge solitamente in avanti, è quasi esaurita, non la sento più, non la percepisco io o, è veramente debole?
Domande che nascono solo per provare che molte risposte non esistono.
Confuso, ecco, forse è il termine che più si addice al mio stato attuale, questo mi preoccupa.
La preoccupazione deriva dalla sequenza circolare della vita, della mia in particolare: apatia, rabbia, confusione, morte, rigenerazione.
Ad ogni rigenerazione il mio Io si riscrive, cerca di correggere gli errori caratteriali del mio Io precedente, ma così facendo, di norma, finisce per distruggere le basi su cui prima posavo la mia stabilità.
Sono seduto in una stanza buia, la luce entra appena appena, giusto a farmi scorgere i contorni delle cose, vedo i braccioli della sedia su cui sono rannicchiato, una vecchia piattaia, un tavolo con un vaso al centro, un'altra sedia.
Sulla sedia c'è una bomba, la osservo, guardo le lancette muoversi, sento il ticchettio ed aspetto.
Tick, tack, tick, tack, tick, tack tick, tack, tick, tack tick, tack, tick, tack tick, tack, tick, tack tick, tack, tick, tack tick, tack, tick, tack tick, tack, tick, tack tick, tack, tick, tack.
Aspetto....
domenica 22 maggio 2011
martedì 9 novembre 2010
Scommesse...

Lanciato senza controllo. Rosso o Nero, in un rischia tutto da cardiopalma, una mossa secca e decisa, quando tutto cesserà di muoversi, gli occhi si apriranno, il vuoto o la vittoria?
Quando si giunge a questo, è solo per assaporare l'adrenalina, non ho vie di fuga, il rischio altissimo del fallimento, quello definitivo, la speranza di una soluzione, anche se solo provvisoria. 50% vs 50%.
Il tintinnio dei colpi che fanno rimbalzare il fato, il ticchettio dell'orologio, più lineare e ritmico, non hanno, in questi istanti, nessuna differenza tra loro.
tic... tac... tic... tac...
ora
18:46
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sabato 18 settembre 2010
Rök

A volte vorrei scappare, rinnegare ogni giorno vissuto, ogni passo fatto, voltare pagina, diventare un invisibile. Poi mi guardo attorno, peso tutto quanto mi circonda, realizzo cinicamente che questo mio desiderio mi è precluso, non posso scappare, non posso cercare un tetto di cartone, non posso abbandonare il mio essere lo zero di turno. Voglio cambiare, come lo vogliono tutti, ma non basta la grinta, non bastano le speranze, non basta essere convinti di poter vedere un domani migliore.
Siamo schiavi di quello che abbiamo creato, siamo tanti cani rabbiosi dal collare stretto e la catena sempre più corta, la rabbia cresce e lei si ritira.
Osserviamo cartelloni che ci gridano "Libertà" mentre lavorano per la nostra schiavitù, sorridiamo e ci aggrappiamo al collare, digrigniamo i denti in un sorriso storpio che detta cinismo.
Quindi perché abbandonare? Perché lottare? Mi accendo una sigaretta ed osservando il fumo levarsi libero nell'aria, mi sento leggero, anche se un domani non ci sarà, io sono qua adesso, questo conta.
Rigenerato.
P.S. Ieri notte mi sono svegliato alle 4:16.
martedì 7 settembre 2010
Il tempo non ti aspetta!

Quel giorno presi la decisione, l'avevo rimandata altre volte, sempre per lo stesso identico motivo, ma mi sentivo fortunato.
Mi recai dal tabacchino per fare una cosa oramai più unica che rara, ricaricai il cellulare apposta per fare una ed una sola chiamata, o meglio per inviare un sms, caricai ben cinque euro, rinunciando così alle sigarette, erano gli ultimi cinque euro.
Arrivai a casa, guardai l'ora, sapevo che per non restare inutilmente in attesa avrei dovuto aspettare qualche ora. L'ansia cresceva, iniziai a digitare il messaggio, lo lessi, lo rilessi, lo corressi innumerevoli volte, ormai mancava una mezz'ora soltanto all'ora che mi ero detto poteva andare bene.
Mi suona il telefono, ogni mio progetto sfumò, anche questa volta se avessi inviato il messaggio sarebbe sembrato qualcosa del tipo: visto che ho trovato una conoscenza che abbiamo in comune, ti sono venuto in mente, altrimenti stocazzo che ti saresti fatto sentire!
Cancellai il messaggio e rinviaii, come sempre di un altro mese finanze permettendo, passarono mesi in effetti, l'ansia cresceva come sempre, una sera tornando a casa mi decisi, fermai la macchina sul ciglio della strada, scrissi il messaggio e lo inviai.
La risposta che arrivò era peggiore di ogni mia aspettativa.
Non aspettate, non rinviate per sciocche paure, non nascondetevi se non volete dire la verità solo perché potrebbe sembrare una palla. fate quello che dovete fare e che vi sentite di fare, fatelo subito.
mercoledì 18 agosto 2010
Il Nome

Questa notte mi sono coricato molto presto, non era neppure l'una.
Avevo una sensazione molto sgradevole, la Besta si agitava in me, si agitava in modo così forte da costringermi al vecchio pensiero; l'appuntamento con la Nera Signora, come sempre, alle 04:20 in punto.
Cos'è questo appuntamento? Semplice: lascio che la Bestia tenga il tempo, io mi limito a dormire, se durante la notte mi sveglio guardo l'ora, se l'ora è giusta al minuto, esco di casa per incontrarla.
Ma anche questa notte, i miei occhi si sono aperti con qualche minuto di ritardo, quindi mi sono rigirato, ed ho continuato a sognare.
Nel sogno ero ad una festa, c'era molta gente, c'erano persone a me care, c'erano volti sconosciuti.
Il luogo mi era familiare ma non lo conoscevo; villette, giardi, viottoli ciotolati che s'intersecavano dando all'agglomerato di edifici un' aria di unica grande casa.
Io non bevevo, ormai è una cosa che faccio molto di rado, altre persone, invece, erano in preda a fumi alcolici. Io li osservavo, mentre di tanto in tanto cercavo la sua mano, come un bimbo cerca quella della mamma, mentre spaventato gira in un luogo così affollato. Mi giro, in cerca dei suoi occhi, li trovo senza troppa difficoltà a meno di un metro da me, occhi limpidi e sorridenti, ma la mano? Dov'è la mano? Sta abbracciando una vecchia amicizia, aspetto, l'ansia inizia a crescere, aspetto, la Bestia si sta muovendo.
I volti delle persone si confondono, mi giro, sei ancora abbracciata, mi avvicino e tu capisci che ho bisogno di te, mi segui, ho bisogno di restare un po' tranquillo.
Mi stai guardando mentre cerco di riprendere il controllo di me, quando decidi di lasciarmi solo, ti allontani.
Respiro profondamente, rimescolo le mie idee, chiudo gli occhi e faccio il punto della situazione.
Mi alzo, completamente calmo e rilassato, posso quindi tornare in mezzo alla folla. Inizio a camminare verso la gente, quando, ogni persona diventa un amico di vecchia data, un viso che non vedevo da molto tempo, tutti, conosco tutti.
Sorrido e mi addentro senza paure, senza ansia o nervosismo, sto bene.
Ti guardo, sei ancora abbracciata, sempre a lui.
La Bestia esplode senza controllo, svuoto il sacco della pazienza a terra per scagliarmi verso di voi.
"Qua inizia la parte più strana"
Non sono violento, grido per via della musica non per cattiveria, di preciso non so cosa ti ho detto, ma mi allontano, sicuro di me.
Percorro uno dei vialetti ciotolati, apro una delle porte, come se fosse casa mia, sposto una tendina e mi corico a terra, sotto un lavandino.
Ti sto aspettando, ma non so perché lì. Passa il tempo, ma in modo inaspettato la rabbia cresce. Mi alzo nervosamente e vado verso la porta, osservo il giardino che separa questa casa dalle altre. Vedo giungere una macchina, dalla quale esce una persona che poco si sposa con questo posto, apro la porta e vado da lui, mi passa un secchio ed altro materiale, lo porto in casa.
Esco nuovamente, questa volta sono nero, nuovamente lui tra le tue braccia, mi avvicino e ti mando a stendere, poi torno alla casa, al secchio ed al lavandino.
Sto male, inizio a lavorare come un forsennato. Sto male, perché il lavoro che sto facendo, lo faccio per la persona che non volevo vedere. Sto lavorando, perché?
Mi alzo la festa è ancora là ma, tutti osservano verso questa casa, tutti tranne lui, ne scorgo il viso attraverso uno specchio, sta ridendo, ride della mia solitudine.
Solitudine... Al mio risveglio hopotuto dare un nome a quella sensazione sgradevole che mi aveva fatto anticipare il sonno.
domenica 6 giugno 2010
Anche nella lettura...
Tratto, in modo incompleto dal libro
LA STREGA DI PORTOBELLO

...
Athena si fermò davanti a me e ripeté il gesto di sempre: chiuse gli occhi e aprì le labbra per ricevere il Corpo di Cristo.
Ma il Corpo di Cristo rimase tra le mie mani.
Lei spalancò gli occhi, senza capire cosa stava accadendo.
...Ma il Corpo di Cristo rimase tra le mie mani.
Lei spalancò gli occhi, senza capire cosa stava accadendo.
( Athena aveva firmato i fogli del divorzio durante la settimana, ma saltiamo un breve passo e proseguiamo, saranno le parole di Athena a riaprire la citazione. )
...
"Sia maledetto questo luogo, allora!" esclamò.
"E maledetti siano coloro che non hanno inteso le parole di Gesù e hanno trasformato il suo Messaggio in una costruzione di pietra. Cristo disse :- Che gli afflitti vengano a me, e io allevierò le loro pene. -: Ebbene, io sono afflitta, ferita, ma non mi lasciano avvicinare a Lui. Oggi ho appreso che la chiesa ha modificato la Sue parole :- Che vengano a me coloro che seguono le mie regole, e si allontanino gli afflitti! -:
..."E maledetti siano coloro che non hanno inteso le parole di Gesù e hanno trasformato il suo Messaggio in una costruzione di pietra. Cristo disse :- Che gli afflitti vengano a me, e io allevierò le loro pene. -: Ebbene, io sono afflitta, ferita, ma non mi lasciano avvicinare a Lui. Oggi ho appreso che la chiesa ha modificato la Sue parole :- Che vengano a me coloro che seguono le mie regole, e si allontanino gli afflitti! -:
( Ed ora il pensiero di Padre Giancarlo Fontana, che sarebbe chi, nel libro, racconta l'accaduto. )
...
Penso che, uscendo dalla chiesa, Athena possa aver incontrato Gesù. E, piangendo si sia gettata fra le Sue braccia, confusa, chiedendoGli di spiegarle il motivo per cui doveva restare fuori a causa di una firma apposta su un foglio di carta: una cosa priva di importanza sul piano spirituale, che riguardava solo notai e tasse.
E Gesù, fissandola, portebbe aver risposto:
"Osserva bene, figliola, anchio sono fuori. Da molto tempo, non mi fanno più entrare."
...
E Gesù, fissandola, portebbe aver risposto:
"Osserva bene, figliola, anchio sono fuori. Da molto tempo, non mi fanno più entrare."
sabato 8 maggio 2010
Pausa

Specchio appannato, quello in cui ti vedo riflesso, lacrime amare scendono sul tuo viso, o forse è condensa sul vetro riflettente.
Dubbi che vanno rinforzandosi in un turbiunio di pensieri contorti, che fanno vibrare il mio essere in modo inconsueto.
Ricordo quando non sapevi ch' io fossi e ti trovavi in accordo simbiotico con me, mentre nella realtà discutevi apertamente con me, contradicendo ogni mia parola, fu allora che capii, l'avversità nei miei confronti e non nei miei pensieri.
Poi presi la decisione di affrettare le cose, vilmente mi apprestai a togliere il respiro al mio alter ego, per dare spazio al mio io reale, quello con cui ti saresti dovuto scontrare.
Senza rimpianti vidi il dolore, assaporai parole di sconforto per la perdita di un amico virtuale, mentre il bastardo che in me risiede, rideva di gusto, inebriando i miei pensieri.
Quanti specchi si infrangono col gelo, quanti cocci si pestano col fuoco che arde nel cuore, conta ogni frammento e ridi di gusto, perché le tue maschere ora non mi spaventano, sono stanco e la stanchezza mi mette in condizione di godermi la vita, senza troppo pensare alle preoccupazioni inutili.
Se ancora non hai capito; pazienza, non è un problema mio, ti lascerò ai tuoi dubbi come tu hai abbandonato me alle mie certezze, per quanto errate fossero.
domenica 21 marzo 2010
Piango, cerco di essere forte...
Ti guardo, mentre dormi tranquillo.
Il mio animo si agita, mi sento tremendamente in colpa, dipendi da me, mangi quello che io ti posso dare, prendi le mie coccole e ti sento felice, ma tu non sai, non puoi capire.
Sei malato piccolo mio, hai una disfunzioine che se trascurata è per te mortale, sono io che ti devo difendere, devo nutrirti in modo giusto o la tua vita potrebbe spezzarsi.
Mi sento in colpa e mi dispero, perché la tua dieta è troppo costosa, le mie finanze ridotte all'osso, non mi permettono di curarti sempre.
Mi privo di molte cose, ma tu non puoi capire, piango, la sera, quando in completa solitudine, davanti ad una fredda calcolatrice, mi rendo conto che anche questo mese devo decidere, devo rinunciare ancora a qualcosa, devo rimuovere dal mio conto i soldi, per non pagare una bolletta e darti quello che ti serve.
Questa società, questo sistema sballato, mi rendono ogni giorno più depresso, la mia rabbia non ha più sfogo, mi sento inutile, ogni volta che guardo le scorte del tuo cibo, ogni volta che guardo il mio conto.
Quanto ancora posso andare avanti?
Se potessi pagare in lacrime, amico mio, non avremmo problemi, ma come tutti devo sottostare alle regole, non sono un eroe, se lo fossi riuscirei in qualcosa, ma non è così, ti prego resisti, amico mio, resisti.
domenica 10 gennaio 2010
Dubbi riflessi

Gli errori si fanno.
Questo è un dato di fatto. Spesso il nostro lato oscuro prende il comando, genera situazioni non conformi, ci lincia, ma noi cerchiamo di rientrare in carregiata.
Quando siamo fermamente convinti di aver superato la fase critica, qualcosa accade, una frase, una figura che ci si ripropone davanti agli occhi, e, nuovamente siamo spaventati, quando i nostri errori corrompono le anime altrui, quando qualcuno ha assistito, a volte impotente, a volte complice, quando il suo sguardo si posa su di noi sentiamo la vergogna, sentiamo lo strazio della nostra anima che grida in noi.
Le lacrime ricompaiono sui nostri occhi, la rabbia cresce con la ferma determinazione di smembrare la nostra fragile esistenza.
Siamo pupazzi senza controllo su noi stessi, agiamo senza pensieri per non darci colpa di quello che facciamo, la mente ci prende in giro più volte di quante in nostro cuore batta.
sabato 3 ottobre 2009
Premonizione
Qualcosa di malvagio si sta preparando, ogni pelo del mio corpo me lo sta gridando.
Sento l'odio crescere a dismisura, pronto a difendermi, la Bestia sta ringhiando così forte che a fatica sento il mio cuore battere.
Nel petto mi si agita qualcosa di ustionante, un qualcosa che non riesco a definire, che la Bestia si stia preparando all'umano sacrificio?
Questa notte, in sogno, Lei mi guardava, i suoi occhi erano di ghiaccio, dalla sua bocca colava copiosa la saliva dell'apetito, le sue mani erano nervose.
Io ero immobilizzato dal terrore, osservavo il suo fare da Bestia affamata,guardavo terrorizzato la pesante catena che la teneva ferma, osservavo i suoi anelli smangiarsi ad ogni strattone.
L'alba mi ha destato, ma la mia anima è ora terrorizzata, sento che presto qualcosa accadrà....
Sento l'odio crescere a dismisura, pronto a difendermi, la Bestia sta ringhiando così forte che a fatica sento il mio cuore battere.
Nel petto mi si agita qualcosa di ustionante, un qualcosa che non riesco a definire, che la Bestia si stia preparando all'umano sacrificio?
Questa notte, in sogno, Lei mi guardava, i suoi occhi erano di ghiaccio, dalla sua bocca colava copiosa la saliva dell'apetito, le sue mani erano nervose.
Io ero immobilizzato dal terrore, osservavo il suo fare da Bestia affamata,guardavo terrorizzato la pesante catena che la teneva ferma, osservavo i suoi anelli smangiarsi ad ogni strattone.
L'alba mi ha destato, ma la mia anima è ora terrorizzata, sento che presto qualcosa accadrà....
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