giovedì 25 novembre 2010

wściekły


Quando ti sbatti più del dovuto è e deve essere una tua scelta, ma grazie ai tempi che corrono, questa scelta non è più libera, ogni giorno devi fare molto più di quello che sai sicuramente fare, devi spingerti sempre oltre, ed ogni gradino non è più uno strappo, non è più un aiuto in più, sembra che diventi il nuovo confine, il tuo nuovo minimo.
Continuando ad accorciare la tua esistenza, spostando il confine sempre verso la cancellazione dello spazio che ti appartiene, stai facendo un danno colossale, ogni passo non può essere ripercorso a ritroso o saresti marchiato come quello che non ha fatto il suo dovere.
Stocazzo, io il mio dovere l'ho fatto, sono andato oltre, ho calpestato me stesso e la salute, la MIA salute.
Ora basta, inizio a digrignare i denti, la catena che mi sta tenendo fermo al mio posto da troppo tempo, oggi mi sembra decisamente fragile, la mia furia cresce, mentre sento quel metallo divenire carta, mentre i miei muscoli si gonfiano ed i miei occhi, iniettati di rabbia iniziano a brillare, la salivazione è aumentata in maniera esagerata.
Ti fisso, guardo un pezzo di carne che si sta abituando allo status di vegetale, tanto sono gli altri a sbattersi vero?
Beh ho una brutta notizia per te... il tuo rilassarti ti ha intorpidito, mentre io mi caricavo, tu sei assopito ed io attivo,la catena sta per cedere, non prevedo venti miti nel tuo futuro, ora le regole posso iniziare a dettarle io, costi quel che costi.

venerdì 12 novembre 2010

Manca qualcosa...


Ti svegli una mattina, sei rincoglionito perché hai dormito veramente poco, ti alzi e barcollando prepari il caffè, vai al cesso, spegni il gas altrimenti si brucia la caffettiera, finisci di lavarti, bevi il caffè.
Torni in bagno, ti lavi i denti e mentre fissi i tuoi occhi allo specchio, qualcosa cambia, ti senti diverso, la stanchezza è sparita, ma senti qualcosa in meno,ti manca qualcosa ma non capisci.
Esci, scendi le scale e ti dirigi verso il parcheggio, sei solo per la strada, solo il rumore della linguetta metallica della cerniera della tua giacca tintinnando spezza il silenzio. Ed ancora quella sensazione, manca qualcosa...
Sali in macchina, litighi col blocchetto dell'accensione difettoso, accendi l'autoradio, alzi un po' il volume, ma manca qualcosa.
Percorri la strada che fai ogni giorno, scarti il solito camion della raccolta rifiuti, butto l'occhio sempre sulla stessa finestra, l'unica accesa a quell'ora.
Accendi una sigaretta, come sempre passando davanti all'edicola, ma oggi manca qualcosa e quel qualcosa ti disturba, non capisci cos'è ma sai che manca.
Passi tutta la giornata con questo stato d'ansia che ti distrugge, esci e fottendotene di tutto ti mangi un kinderino, che cavolo manca, dannazione cosa cavolo disturba la tua mente tanto da non farsi notare?
Rientri a casa e capisci...

martedì 9 novembre 2010

Scommesse...


Lanciato senza controllo. Rosso o Nero, in un rischia tutto da cardiopalma, una mossa secca e decisa, quando tutto cesserà di muoversi, gli occhi si apriranno, il vuoto o la vittoria?
Quando si giunge a questo, è solo per assaporare l'adrenalina, non ho vie di fuga, il rischio altissimo del fallimento, quello definitivo, la speranza di una soluzione, anche se solo provvisoria. 50% vs 50%.
Il tintinnio dei colpi che fanno rimbalzare il fato, il ticchettio dell'orologio, più lineare e ritmico, non hanno, in questi istanti, nessuna differenza tra loro.
tic... tac... tic... tac...

sabato 9 ottobre 2010

Raggio di luce


Ed oggi festeggerò ogni passo fatto, ogni meta che ieri non avevo ancora raggiunto.
Come ieri festeggiavo ciò che non avevo raggiunto il giorno prima e domani festeggerò quello che oggi non ho ancora.
Ogni passo non è un passaggio che fa parte di un cammino verso una meta, ogni passo è una meta, un successo, non importa se il conto è in rosso, se le sigarette sono finite, se la benzina scarseggia al punto da chiedersi " arriverò almeno al lavoro? "
Impariamo a vivere per quello che siamo, dimentichiamo quello che ci è stato insegnato a forza, guardiamo le stelle solo perché sono belle, non perché sappiamo con precisione cosa esse siano, e vedremo in esse i sogni di altri, amici scomparsi, desideri...
Viviamo d' istinto, perché la ragione spesso uccide la felicità, usiamo la gioia, godiamo di ogni secondo di gioia, questa cosa passeggera che sa farci sorridere nel vedere una persona a bordo strada, una persona che non abbiamo mai visto e che mai più rivedremo, ma sorridiamo perché i suoi occhi sono allegri, senza domandarci il perché, afferriamo quel raggio di gioia e facciamolo nostro.