mercoledì 30 giugno 2010

Piccolo Addio


Ogni volta che parcheggiavo la mia auto tu correvi lungo il muretto, inarcavi la schiena e mi chiamavi, ti giravi giocherellona e aspettavi una carezza, mi seguivi lungo il breve tratto di strada, prendendo ancora qualche coccola, le tue fusa gionaliere mi facevano sorridere, addio piccola, la natura non è stata troppo benevola con te, ma resterai comunque nei miei ricordi.
Salutando te ricorderò anche altri amici che hanno lasciato un segno, dal caro Cristal, a Chicco, a Blink, ad Harlock, Peppone e Camilla, per sempre nel mio cuore.

domenica 6 giugno 2010

Anche nella lettura...


Tratto, in modo incompleto dal libro
LA STREGA DI PORTOBELLO







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Athena si fermò davanti a me e ripeté il gesto di sempre: chiuse gli occhi e aprì le labbra per ricevere il Corpo di Cristo.
Ma il Corpo di Cristo rimase tra le mie mani.
Lei spalancò gli occhi, senza capire cosa stava accadendo.
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( Athena aveva firmato i fogli del divorzio durante la settimana, ma saltiamo un breve passo e proseguiamo, saranno le parole di Athena a riaprire la citazione. )


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"Sia maledetto questo luogo, allora!" esclamò.
"E maledetti siano coloro che non hanno inteso le parole di Gesù e hanno trasformato il suo Messaggio in una costruzione di pietra. Cristo disse :- Che gli afflitti vengano a me, e io allevierò le loro pene. -: Ebbene, io sono afflitta, ferita, ma non mi lasciano avvicinare a Lui. Oggi ho appreso che la chiesa ha modificato la Sue parole :- Che vengano a me coloro che seguono le mie regole, e si allontanino gli afflitti! -:
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( Ed ora il pensiero di Padre Giancarlo Fontana, che sarebbe chi, nel libro, racconta l'accaduto. )

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Penso che, uscendo dalla chiesa, Athena possa aver incontrato Gesù. E, piangendo si sia gettata fra le Sue braccia, confusa, chiedendoGli di spiegarle il motivo per cui doveva restare fuori a causa di una firma apposta su un foglio di carta: una cosa priva di importanza sul piano spirituale, che riguardava solo notai e tasse.
E Gesù, fissandola, portebbe aver risposto:
"Osserva bene, figliola, anchio sono fuori. Da molto tempo, non mi fanno più entrare."
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mercoledì 26 maggio 2010

Codici a Bare "senza errori"


A volte la tristezza sembra più allegra.



Tutto è bianco? Tutto è nero? A cosa serve combattere ancora? Vorrei aver le forze per sollevarmi, vorrei sentire ancora la tua voce, le tue risa.
Da quando sono caduto in rovina non sento più stimoli, aspettosolo di essere riposto su uno scaffale, identificato da un paio di righe che a me non dicono nulla, così come la mia esistenza si afferma nei confronti del mondo, un nulla riposto con cura in un luogo tanto ordinato da causare dimenticanza.

sabato 8 maggio 2010

Pausa


Specchio appannato, quello in cui ti vedo riflesso, lacrime amare scendono sul tuo viso, o forse è condensa sul vetro riflettente.
Dubbi che vanno rinforzandosi in un turbiunio di pensieri contorti, che fanno vibrare il mio essere in modo inconsueto.
Ricordo quando non sapevi ch' io fossi e ti trovavi in accordo simbiotico con me, mentre nella realtà discutevi apertamente con me, contradicendo ogni mia parola, fu allora che capii, l'avversità nei miei confronti e non nei miei pensieri.
Poi presi la decisione di affrettare le cose, vilmente mi apprestai a togliere il respiro al mio alter ego, per dare spazio al mio io reale, quello con cui ti saresti dovuto scontrare.
Senza rimpianti vidi il dolore, assaporai parole di sconforto per la perdita di un amico virtuale, mentre il bastardo che in me risiede, rideva di gusto, inebriando i miei pensieri.
Quanti specchi si infrangono col gelo, quanti cocci si pestano col fuoco che arde nel cuore, conta ogni frammento e ridi di gusto, perché le tue maschere ora non mi spaventano, sono stanco e la stanchezza mi mette in condizione di godermi la vita, senza troppo pensare alle preoccupazioni inutili.
Se ancora non hai capito; pazienza, non è un problema mio, ti lascerò ai tuoi dubbi come tu hai abbandonato me alle mie certezze, per quanto errate fossero.